Proposta operativa di Alessandro Pezzano, Go-to-market engineer
Prima di scrivere numeri in una proposta, ho fatto i compiti. Ho studiato il vostro mercato, i vostri prodotti, i competitor, e i benchmark reali dell'outbound B2B.
La cosa più importante che è emersa: il mercato raggiungibile via outbound per Illusio è ampio ma finito. Se viene gestito male — messaggi generici, volumi alti senza personalizzazione — lo bruciamo in pochi mesi e non c'è modo di recuperarlo.
Dalla mia esperienza, l'Italia è un mercato più diffidente sull'outreach rispetto al mondo anglosassone. Serve tempo per ingranare, serve un messaging credibile, e i tassi di conversione sono più bassi di quelli che si leggono online (che vengono quasi tutti da campioni americani). Le simulazioni qui sotto partono da benchmark europei, non americani. Il dettaglio completo è nel video.
Questo simulatore è costruito su benchmark europei e dati di mercato da fonti istituzionali italiane. I tassi di conversione sono calibrati sul contesto europeo.
Tre fasi. Prima capiamo il prodotto e il cliente. Poi costruiamo. Poi iteriamo.
Interviste interne con il team Illusio per capire a fondo i tre prodotti, le obiezioni più frequenti e i differenziatori reali.
Interviste con clienti attuali (se possibile) per capire perché hanno comprato e come stanno ottenendo valore — queste insight diventano la base del messaging.
Sviluppo degli angoli di test: 3–5 hook diversi basati su dati reali, non su ipotesi.
Test manuali su un campione ristretto (50–100 email scritte a mano) per validare gli angoli prima di automatizzare qualsiasi cosa.
Setup deliverability in parallelo: domini, inbox, warmup, DNS (SPF/DKIM/DMARC).
Costruzione della pipeline automatizzata basata su ciò che ha funzionato nella fase 1.
Sourcing, enrichment, scoring e sequenze email operative. I volumi salgono gradualmente, sempre sotto controllo sulla deliverability.
Primi meeting qualificati in calendario per il team commerciale Illusio.
Reporting periodico (cadenza definita insieme) con KPI chiari: tasso di risposta, conversione a meeting, show rate, bounce, spam.
Test su nuovi target (centri medicina dello sport, preparatori atletici di club, centri riatletizzazione), nuovi angoli, A/B testing su copy e sequenze.
Iterazione continua basata sui dati. Quello che non funziona si taglia, quello che funziona si scala.
Il fisso copre il mio tempo operativo: research, build, gestione e ottimizzazione. È calibrato sulle ore reali che dedico al progetto.
Il 5% variabile allinea i nostri interessi: il mio compenso cresce solo quando l'outbound genera revenue per voi. Nei primi mesi la percentuale sul fatturato è più alta perché i volumi sono ancora in rampa. Man mano che l'engine si ottimizza e i deal salgono, la mia incidenza percentuale scende naturalmente.
Fisso ridotto al minimo. Il grosso del mio compenso dipende da quanti meeting porto al vostro team.
Un meeting qualificato è una call effettivamente avvenuta con un decision maker in target. Lo verificate voi, nessuna ambiguità.
Ogni meeting è un'opportunità non solo per la vendita immediata, ma anche per l'upsell: un fisioterapista che entra con il Jump Test a €800 può salire a pedana o torretta nel tempo.
Mi chiamo Alessandro Pezzano, faccio growth marketing e go-to-market operativo. Lavoro su Growth e automazione con vari clienti tra cui 247X, agenzia leader del growth marketing in Italia e unica partner italiana di GrowthHackers.com di Sean Ellis.
Il mio lavoro quotidiano è costruire pipeline outbound per aziende B2B italiane. Conosco Clay, Instantly e tutto lo stack necessario perché ci lavoro ogni giorno, non perché ho fatto un corso.
Non sono un'agenzia. Sono una persona. Comunicazione diretta, nessun account manager in mezzo, iterazione veloce.